Avviene infatti che, al fine di rispondere alla complesita' di un mondo in veloce trasformazione ,sempre piu' spesso gli artisti ,campioni della sperimentazione permanente e veri epropi sensori del presente, coniughino istanza espressive, spirito critico ed interesse per la sfera pubblicae , in sintonia con la tensione costruttiva e lo spirito propositivo dell'architettura ,progettino modelli di microambienti capaci di prefigurare alternative possibili per vivere il mondo di domani.Nella loro prospettiva ,l'uomo è sempre visto al centro di una rete di relazioni e di specifiche dinamiche sociali;mentre grande importanza acquista il territoriourbano come punto di intersezione tra sensibilita' individuale e collettiva e come concentrato di vita,di energie ma anche di dissonanze e di contraddizioni.

Centrati su situazioni di disagio estremo ,vere e propie case per chi non ha casa sono, per esempio,i precoci Critical vheicle , per persone senza fissa dimora, di Krysztof Wodiczko,le giacche a vento/sacchi a pelo/tende da bivacco di Lucy Orta e i ParaSITE di Michael Rakowitz :ripari fatti di sacchetti di plastica , funzionanti grazie al riciclodell'aria tiepida che ece dagli sfiati esterni dei sistemi di ventilazione.




Marjetica Potrc e Maria Papadimitriou si concentrano su agglutinazioni urbane illegali e spontanee come favelas, shanty town , campi nomadi : aree rappresentative di un mondo che non offre garanzie di equita', ma nache vitali laboratori spontanei di soluzioni abitative funzionali e flessibili.

Sempre nell'ottica del confronto tra bisogni privati e sfera pubblica, ma piu' vicini nelle soluzioni formali al design industriale, sono i prototipi abitativi ad assetto variabile,iperfunzionali e formattati di N55 ,m sempre facili da montare ,realizzati in materiali rigorosamente rinnovabili,riutilizzabili o riciclabili.
E le strutture di Drè Wapnaar , ideate per favorire processi di aggregazione o lo svolgersi di riti quotidiani , dalla doccia alla lettura del giornale ; il tutto sotto forma di tende la cui sagoma stessa dichiara la funzione deputatadella struttura.

Carattere essenziale,ma organico e decisamente sensoriale, hanno gli ironici prototipi in legno, resina e fibra di vetro realizzati da Atelier Van Liashout :veicoli-abitazione su scala umana, fruibili ed autosufficienti destinati ad attivita' particolari nel contesto di una vita mobile ed attiva.
Se il rapporto tra arte ed architettura diventa,nell'opera di questi artisti, espressione di strategie e di scommesse progettuali per uno sviluppo collettivo, nella valutazione dei progetti la finalita' strumentale non puo' essere la condizione essenziale:è chiaro che igloo di plastica, abiti-tende e carrelli-casa non possono costituire un rimedio effettivo al probblema dei senza tetto.Non immediatamente pratiche,ma non semplicemente utopistiche,piuttosto dimostrative,queste soluzioni contengono le idee che le hanno informate ed il rifiuto di cedere.Rappresentano dispositivi di comunicazione e di protesta,modi per sottolineare l'esistenza di situazioni problematiche, e risultano dotate di efficacia quando veicolano l'urgenza di una crescita.